When is a didgeridoo not a yidaki


QUANDO UN didjeridu NON E' UN "yidaki"?

Guan Lim

Questioni di autenticità, mercificazione e controllo di un artefatto degli aborigeni australiani nell'economia globale.




Chi sono gli Yolngu, e che cosa è un "yirdaki"?

Tubi legnosi ronzanti Australiani.

L'yirdaki.

Lezione dai conoscitori di vino: qualità, autenticità e snobismo.



L'emergere del gruppo rock prevalentemente aborigeno, Yothu Yindi, sul palcoscenico mondiale ha creato non solo trambusto nella "music-industry", la canzone " Treaty" enormemente popolare, con dei ritmi groovy e ipnotici, melodie pop orecchiabili e pulsante sottofondo tribale ha provocato brividi dai night di New York fino a Khartoum in Sudan - ma mentre i piedi si muovevano qualcosa d'altro stava accadendo: nell'inconscio degli ascoltatori, nelle zone più remote del pianeta, una nuova conoscenza, un messaggio veniva seminato.

"Words are easy words are cheap, much cheaper than our priceless land, but promises can disappear, just like writing in the sand. Treaty yeah..! " ( Treaty, Yothu Yindi, 1992).

"Le parole sono facili, le parole costano poco, molto meno del nostro terreno prezioso, ma le promesse possono sparire, come la scrittura sulla sabbia. Treaty yeah..!"

Nel frattempo si forma un seguito molto forte, specialmente per la cultura e la tradizione oltre il "middle ground" che è rappresentato nella musica, ha riscontrato un certo ascolto in studenti di antropologia caserecci e in attivisti. E' giusto dire che l'yidaki ha operato questa trasformazione in tanti. Che questo seguito somigli all'interesse che il mondo occidentale manifesta nei confronti della triste condizione dei tibetani e del Dalai Lama, dimostra sia la situazione disastrosa a livello socio-economico in Arnhem Land, sia la profondità della visione degli anziani Yolngu dall'altra.

Con la fondazione del "Garma cultural Studies Institute", e già molto forte sulla scena culturale e politica dell'Australia, gli Yolngu si trovano oggi ad un bivio, la strada che porta alla sopravvivenza culturale, autonomia politica ed autosufficienza economica si trova da qualche parte, ma dove esattamente?

Chi sono gli Yolngu e che cosa è un "Yirdaki"?

Gli Yolngu sono un popolo o più esattamente un "gruppo di popoli" uniti fra loro da una identità socio-culturale politica comune. Consistono in dozzine di clan patrilineari, gli Yolngu, e occupano la porzione nord-est di Arnhem-Land e sotto la legge australiana sono riconosciuti come possessori del loro territorio tribale. Fortunati in confronto a tanti altri gruppi aborigeni, principalmente a causa della loro insolazione e storia, gli Yolngu sono riusciti in gran parte a mantenere la loro lingua, tradizione e cultura. Hanno un grado di autonomia che è difficile trovare in altre zone dell'Australia Aborigena.

Nonostante ciò, anche se il quadro descritto sopra sembra di stabilità sociale e prosperità della loro cultura, la realtà è molto più complessa e meno piacevole. I livelli di educazione di occupazione e gli indici di salute degli Yolngu creano un contrasto spiacevole con il livello medio australiano. Gli Yolngu continuano a confrontarsi e lottare con un sistema politico intransigente e oppressivo che continua a negare dei fatti storici e che rifiuta di rimediare agli errori del passato. Le condizioni di vita in qualche comunità è pari allo scenario dei paesi del terzo mondo.

"Well I heard it on the radio, and I saw it on the television, back in 1988, all those talking politicians... now two rivers run their corse, separated for so long, I'm dreaming of a brighter day, when the waters will be one... Treaty yeah!"( Treaty, Yothu Yindi, 1992)

"E l'ho sentito alla radio, e l'ho visto in televisione, nel 1988, quei politici che parlavano... ora due fiumi seguono il loro corso, separati da tanto tempo, sto sognando un giorno più luminoso, dove le acque verranno riunite... Treaty, yeah!"

Il gruppo Yothu Yindi ha usato e continua ad usare l'yidaki come strumento ritmico nei loro brani, e qualcuno può forse suggerire che lo strumento è stato utilizzato strategicamente per dare voce alle aspirazioni degli Yolngu. Che gli affezionati dello strumento da Stuttgart a San Francisco si salutino usando i termini di parentela degli Yolngu e stiano diventando sempre più conoscitori della lingua, vita religiosa e culturale degli Yolngu, è un fenomeno globale senza precedenti, ad eccezione dell'interesse mondiale per il buddismo, il Dalai Lama, il Tibet e il misticismo e filosofia orientale in generale. Gli affezionati attraversano il pianeta nel loro pellegrinaggio alla Mecca dell'yidaki, nord-est Arnhem Land, principalmente per trovare la figura più popolare e messianica di Djalu Gurruwiwi.

Ma che cosa è esattamente un "yidaki"? Sempre più spesso il termine viene usato in modo sbagliato, e molti dibattiti circondano la sua vera definizione. Invece di provare a fornire una definizione in termini chiari e concisi, poichè a questo punto è impossibile provarci, proverò a darvi un senso del ruolo dell'yidaki nel contesto più esteso di didjeridu e altri tubi di legno ronzanti dall'australia.

Tubi legnosi ronzanti Australiani

Tante culture nel mondo utilizzano tubi di legno o di altri materiali che si assomigliano, ma sono diversi nella loro funzione.

In Australia ci sono varie categorie di tubi di legno che sono strutturalmente e funzionalmente distinti l'uno dall'altro, anche se ci sono somiglianze in alcune categorie.

Verso le zone del nord esistono forme di tipo didjeridu o che assomigliano al didjeridu: nella zona dell'Australia centrale ci sono strutture più corte con funzioni distinte dal didjeridu.

L'yidaki è molto semplicemente un tipo di didjeridu, una forma usata nel nord-est Arnhem Land. L'yidaki è abbastanza diverso in confronto ad altri tipi di didjeridu per via delle sue proprietà acustiche; questa forma varia anche fra i vari gruppi mostrando delle preferenze regionali come prescrive la legge dei gruppi del Yolngu Clan.

L'yidaki.

Per cominciare ortograficamente si scrive "yirdaki" o "yidaki", ma non "yidaki". La "rd" o "d" è un fonema nelle lingue degli Yolngu ed è assente in inglese (anche in italiano); richiede che la lingua sia retroflessa per articolare questo fonema. Tanti, se non tutti quelli che non sono di lingua madre Yolngu sbagliano la pronuncia di questa parola poichè non producono il suono della lingua retroflessa, "rd" o "d".Si deve ricordare che l'accento cade sulla prima sillaba della parola, anzichè sulla seconda, infatti chi non ha come lingua madre Yolngu spesso sbaglia anche questo aspettto della parola "yidaki".

Lasciando da parte i discorsi linguistici l'yidaki è un tubo di legno senza chiusura, di forma cilindrica o leggermente conica: di solito viene costruito con alcuni tipi di alberi già scavati dalle termiti, o più frequentemente, come nel passato formato, da bambù; considerato parte del patrimonio culturale dei gruppi Yolngu nel nord-est Arnhem Land. Come strumento musicale, l'yidaki viene suonato dai membri più bravi del clan come accompagnamento a vari generi di canzoni. L'yidaki è accompagnato da voce e dai bilma (clapstick) durante i riti funebri, di iniziazione e riti di purificazione: in tempi odierni viene utilizzato anche in situazioni come accompagnamento per canzoni folk e gospel.

Il fatto particolarmente interessante dell'yidaki è l'inscindibilità della forma da un lato e dalle tecniche dall'altro. Uno strumento viene selezionato per uso cerimoniale, o viene considerato adatto o accordato poichè facilita l'utilizzo di determinate tecniche e va d'accordo stilisticamente alla musica e alla forma culturale di una certa cerimonia. Per esempio uno strumento selezionato per la cerimonia Liyagalawumirr può non essere adatto ad una cerimonia Wangurri, mentre tutti e due gli strumenti avranno delle caratteristiche acustiche in comune per cui sono considerati entrambi degli yidaki, e così sono anche distinti dagli strumenti utilizzati nella zona culturale di Western Arnhem Land, dove il nome "yidaki" non è neanche quello giusto per gli strumenti che provengono da là.

Allo stesso modo uno strumento utilizzato in una cerimonia degli Gunwinggu che provengono da Western Arnhem Land non sarebbe adatto a nessuno dei clan Yolngu del North East Arnhem Land. Perciò, cosa è esattamente che distingue un yidaki utilizzato dal clan Wangurri da uno preferito dai can Liyagalawumirr, Gupapuyngu, Marrangu o Djambarrpuyngu? E come è diverso il "mago" (una forma di didjeridu utilizzato in Western Arnhem Land) dal solito yidaki di north-east Arnhem Land? Questa è la domanda.

Lezioni dai conoscitori: qualità, autenticità e snobismo.

L'apprezzamento degli yidaki e delle altre forme di didjeridu ha un parallelo con la passione che hanno i conoscitori di vino per il loro passatempo preferito. In realtà l'industria del vino in secoli di esistenza ha coltivato un linguaggio che descrive con accuratezza le sottigliezze, le complessità , caratteristiche e peculiarità dei prodotti, il livello di comprensione, apprezzamento, descrizione degli attributi mentre la situazione dell'yidaki ed altre forme di didjeridu è ancora allo stato infantile nella società non aborigena.

Su molti livelli, nonostante tutto il vino e il didjeridu sono simili: c'è il buon vino e c'è il vino cattivo, c'è il vino economico e c'è il vino caro. Ci sono dei vini che hanno superato la loro scadenza, e ancora più spaventoso ci sono dei vini fasulli sul mercato dei conoscitori. Ci sono dei vini sottovalutati mentre ce ne sono altri con prezzo troppo alto e qualità scadente. I vini sono conosciuti con tanti nomi diversi, dipende dal tipo di uva utilizzata, il processo di produzione del vino e la località dalla quale provengono le viti. L'invecchiamento è un fattore importante per riconoscere le vere qualità di un vino, ma anche sapere il modo in cui è maturato e la quantità di tecnologia utilizzata nella sua produzione. Alcuni vini vanno bene per alcuni piatti, occasioni, umori. Vanno serviti nel modo adatto, alla temperatura idonea, nel calice giusto. Mentre c'è un certo grado di etichetta e tecnicismo in tutta questa esperienza, una traccia di snobismo,senza dubbio esiste, un segno della società civilizzata e di persone sofisticate.

Per accertare se un vino ha un corpo pieno, fruttato, leggerezza, aromi, fragranze, acido o meno, richiede una certa esperienza da parte del degustatore. Per crescere in conoscenza di questi fattori, non si deve solo leggere e conversare con altri per scambiare esperienze, ma come prerequisito per qualsiasi degustatore informato ci deve essere una esperienza di centinaia di assaggi di vini diversi.

Nello scenario e nell'industria del didjeridu, ci sono diversi paralleli con quello del vino.. Nel mercato troviamo strumenti buoni, scadenti, economici o cari, fasulli e autentici. Ma come possiamo esattamente catalogare uno strumento particolare quando la situazione diventa sempre piùconfusa e problematica, soprattutto a causa del coinvolgimento di non - aborigeni nella manifattura, a volte dell'inizio alla fine, di questo articolo ormai mercificato, con l'industria associata in forte crescita. Qualche decennio fa, una crisi del genere non si sarebbe creata perchè gli aborigeni, per la maggior parte Yolngu e i loro vicini, erano gli unici produttori di questo strumento che veniva utilizzato internamente alle loro comunità, ora è diventato un oggetto di commercio da vendere alle comunità australiane attraverso i centri per l'artigianato, o a causa dei percorsi sponsorizzati dai missionari. Ancora prima di questo il didjeridu era un oggetto di scambio economico come lo erano anche le canzoni e i ritmi, che si passavano da un gruppo di aborigeni ad altri in una rete di matrimoni, affari economici e politici.

Oggi troviamo degli esemplari scadenti che non sono stati prodotti in Australia, e di sicuro mai toccati dalle mani di un aborigeno. Arrivano le navi dall'estero,dove il lavoro costa di meno, cariche di strumenti. La maggior parte sono stati forati con un trapano al posto del lavoro delle termiti, seguito poi da un artigiano aborigeno che avrebbe tagliato e con un grande amore avrebbe cercato e trovato la forma preesistente, l'essenza spirituale dello strumento per liberarlo dal legno circostante.

Perfino in Australia, l'esplosione di questa icona culturale è rampante. Ci sono gruppi di lavoro ben organizzati ed equipaggiati, tagliano senza scrupolo decimando i boschi australiani; usano motosega, moto, fuoristrada e camioncini come dei vaccari che devono radunare le vacche. Sorprendentemente alcuni di questi gruppi hanno anche i permessi delle autorità statali o territoriali per occuparsi di queste attività. I prodotti di questi gruppi spesso finiscono in gallerie e mercati all'estero come fossero oggetti artigianali aborigeni, in chiara contraddizione con la realtà.

Poi ci sono altri artigiani meno sfacciati, che rispettando la tradizione dei maestri aborigeni, e a volte in collaborazione con loro, selezionano con cura e pazienza i materiali adatti prendono sul serio il lavoro con molta passione e come espressione artistica, da essere comunque raffinata e sviluppata con il tempo e tanta esperienza. Ci sono poche persone che adoperano (in questa maniera ..???) questo sistema.

Per tornare alla domanda originale, che cosa è un autentico yidaki e come si può valutare la qualità di uno strumento? Devo ammettere che la risposta non la troverete in questo articolo, a parte il fatto che molto andrebbe discusso prima di arrivare a qualche seguito. Certamente, ricordando il discorso della degustazione del vino, molti strumenti devono essere tenuti, suonati ed ascoltati prima di dire se c'è qualche apprezzamento o opinione in materia. Dovremmo provare ed avere a disposizione gli strumenti vecchi ed autentici, probabilmente chiusi in qualche museo, e nello stesso tempo provare degli strumenti di qualità scadente con dei motivi decorativi pseudo-aborigeni e con colori orribili.

E forse è da li che viene la risposta vera alla domanda... un yidaki veramente autentico o didjeridu è un artefatto aborigeno. E' fatto nella maniera tradizionale con una sapienza secolare, ed è esso stesso il prodotto di una cultura vivente e un ambiente naturale del quale gli abitanti originali della terra erano e sono ancora una parte. Detto questo si può dire che degli yidaki autentici sono prodotti ancora oggi dagli Yolngu nelle zone piùremote di Arnhem Land? Probabilmente no se vediamo le cose in bianco e nero. Ma in realtà, nelle zone grigie, e nella trasmutazione costante delle pratiche socio-culturali, il concetto di continuità e cambiamento degli antropologici è la regola.

Credo ancora che gli strumenti migliori siano ancora prodotti dagli artigiani Yolngu. Faccio collezione e apprezzo gli strumenti vecchi, poichè mi danno un tipo di lente dalla quale riesco a vedere indietro nel tempo fino ad arrivare a un tempo in cui c'era meno influenza esterna sulla cultura e tradizioni. Ma rimango anche impressionato dalle innovazioni degli odierni artigiani non aborigeni che hanno un'esperienza tecnica tale da modificare sia la forma che il suono. Comunque sono in disaccordo con il snobismo dei suonatori che non essendo Yolngu dichiarano che " più grande è meglio è". I vini buoni non sempre si trovano in bottiglie di lusso: la loro delicatezza e gusto parlano da soli, come l'equilibrio squisito fra armonici, risonanza, spettro di frequenze, brillantezza, e controllo danno uno strumento stupendo che magari visto solo dall'esterno dà l'impressione di essere scadente.Credo per lo più che per apprezzare veramente un Yirdaki e altre forme di didjeridu bisogna tornare assolutamente alle origini dello strumento.Combinando forme e tecniche tradizionali, il suono migliore può essere prodotto da un dato strumento, come un vino è migliore alla temperatura giusta, con la giusta maturazione e con il cibo e l'atmosfera particolarmente adatta. Ed è a questo riguardo che gli Yolngu di Arnhem Land, I custodi di questo strumento unico e guardiani dei suoi segreti, sono dei maestri dove noi siamo degli emeriti imbecilli.

Se mostriamo rispetto per le origini dell'yidaki, riconosciamo le leggi aborigene che proteggono il suo uso e la sua integrità, cerchiamo l'autorità Yolngu e la conoscenza per usarlo, soltanto in quel momento cominceremo veramente a capire e a fare tesoro dell'Yirdaki per quello che è veramente, invece di quello che noi vogliamo credere che sia o pensiamo che è. Questo deve essere il nuovo paradigma con il quale possiamo abbracciare l'yidaki mentre entra nel mercato globale.

“There's a wakening of a rainbow dawn, and the Sun will rise up high, there's a whisper in the morning light, saying get up and meet the day...” (Tribal Voice, Yothu Yindi, 1992)

“C’è il risveglio di un'alba con arcobaleno, e il sole sorgerà in alto, c’è un sussuro nella luce dell’alba, che dice alzatevi per andare incontro alla giornata...”


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